Recensione

Le mie letture da gennaio ad aprile – parte 2

Nonostante il momentaneo abbandono del blog in questi mesi non ho smesso di leggere, e quindi eccovi qui un elenco delle mie ultime letture (da gennaio ad oggi) descritte in maniera breve e coincisa. 

1)  Giaguari invisibili di Rocco Civitarese

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Chi mi segue su instagram già sa quanto ho penato dietro questo libro. Acquistato con entusiasmo, mi ha fatto sgonfiare come un palloncino già a pagina 10 (le prime pagine, quelle usate per promuoverlo, non rispecchiano assolutamente ciò che verrà dopo). Colmo di personaggi vuoti, senza sfaccettature, di luoghi comuni, sessismo e misoginia; di questo libro salvo solo lo scrittore, probabilmente trascinato in una pubblicazione per la quale ancora non era pronto, e mi auguro che potrà avere più tempo, in futuro, per usare il suo talento in maniera funzionale, perché per me questo non può definirsi un romanzo.

2) Trilogia di New York di Paul Auster

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Mi sembra impossibile riuscire a condensare questi tre libri in poche righe appena. Li ho letti gustandomeli pagina dopo pagina, e ho ritrovato la sua inconfondibile impronta. Paul Auster è davvero uno dei migliori autori in circolazione, uno che sa raccontare storie, che ti suggestiona e che manipola la tua mente per poi far esplodere tutto quello in cui credevi. In queste pagine ho provato paura e smarrimento, mi sono sentita in trappola, che sono esattamente le sensazioni che accomunano i protagonisti di questi tre romanzi. Il mio preferito è stato senza dubbio Città di vetro. Protagonista indiscussa è la città, posto dove è possibile perdersi ma anche ritrovarsi, dove riconoscersi e dove confondersi tra mille altre facce simili alla tua.

3) Il telefono senza fili di Marco Malvaldi 

Il telefono senza fili

Non posso dire nulla di negativo su Malvaldi, i suoi personaggi li sento ormai come parte della mia vita: i vecchietti del BarLume in questo romanzo sono più accaniti che mai e si alleano con la commissaria Alice Martelli per risolvere un caso di sparizione. Agguerrito (ed affascinante) come sempre, Massimo il barrista cercherà inutilmente di arginare gli ottuagenari, finendo per farsi coinvolgere. Ah, un difetto ce l’ha questa serie: i libri finiscono troppo in fretta.

 

4-5-6) Storia del nuovo cognome, 

          Storia di chi fugge e di chi resta,

         Storia della bambina perduta di Elena Ferrante

Ho letto il primo libro della saga lo scorso anno. Mi ci sono avvicinata in maniera totalmente imparziale, senza aver letto neanche una recensione: mi ha rapita immediatamente. Nel complesso ho passato un mese e mezzo insieme a questi libri, e separarmene è stata dura. Elena Ferrante, in quel periodo di sfiducia e di letture superficiali, mi ha restituito il piacere di leggere, di sentirmi rapita dalle pagine a tal punto da metterle avanti a qualsiasi cosa, a tal punto da dimenticarmi di esistere. C’erano solo Napoli, Elena e Lila e i mille abitanti del rione che ormai erano parte della mia vita, delle mie giornate, e che andavo a trovare ogni volta che era possibile. Gli argomenti trattati non sono affatto semplici, c’è la volontà di riscatto, ci sono i soprusi domestici, la difficile condizione di donne nate e cresciute in contesti degradati, che si abbandonano a un destino che non gli è proprio o che al contrario lottano per liberarsene finendo solo col venirne inevitabilmente risucchiate, riportate indietro, nel rione, nell’ammasso informe di palazzi e malavita che sentono parte del loro dna. La scrittura di Elena Ferrante è fresca, nel senso che scorre via fluida e senza impedimenti, ma anche nel senso che a volte è come una bomba di acqua gelata in piena faccia, è capace di raccontare le cose più terribili in pochissime, crude, spiazzanti parole. Mi ha divorata dall’interno e mi ha lasciato il segno di questo morso, nel mio amore per Napoli che si mescola all’amarezza per la sua nomea, nella sua storia, nella sua bellezza contraddittoria.

7) Cartoline dai morti di Franco Arminio

cartoline-dai-morti-2007-2017-d532Trovate qui la mia recensione di questo bellissimo libricino edito da Nottetempo. 

 

 

 

8) Ninfee nere di Michel Bussi

Risultati immagini per ninfee nereDi questo splendido giallo (uno dei più belli letti negli ultimi tempi) troverete presto una recensione qui, ma se proprio non potete aspettare vi anticipo che è un romanzo che vi farà esplodere le cervella: costruito in maniera magistrale, ricco di colpi di scena, ambientato in un luogo incantato che Bussi sa ricreare alla perfezione, ovvero Giverny, il villaggio incantato dove Monet ha costruito il suo giardino di ninfee. Un’atmosfera incantata, un delitto (e non solo uno) apparentemente irrisolvibile, personaggi dalle mille facce: niente è ciò che sembra.

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