consigli di lettura · Recensione

Scritto sul corpo di Jeanette Winterson

Perché è la perdita la misura dell’amore?

Non so dire quanto mi sia stato difficile chiudere questo libro dopo aver finito di leggere l’ultima pagina. Avete presente quel senso di appartenenza ad un testo per il quale cominciate a rallentare la lettura con la paura che prima o poi lo finirete, mettendosi a leggere persino il colophon perché sentite che chiudendolo sarà come chiudere la porta di casa per sempre? Ecco, questo è stato per me Scritto sul corpo di Jeanette Winterson.

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«Voglio che tu venga da me senza passato, le frasi che hai imparato, dimenticale, dimentica di aver frequentato altri luoghi. Vieni da me come fosse la prima volta, non dire mai che mi ami fino al giorno in cui non me lo dimostri.»

Non c’è una vera e propria trama da raccontare, o comunque non è la trama ad essere importante, in fondo si tratta semplicemente del flusso di coscienza di una persona che, presa da un nuovo bruciante amore, ripercorre con la memoria le esperienze precedenti. La particolarità che ha reso famoso questo libro è stata l’abilità della scrittrice di rendere il narratore sessualmente ambiguo, non si intende mai fino alla fine se a raccontare è una donna o un uomo, e l’ho trovato un messaggio bellissimo in un mondo che ultimamente mette sempre l’accento sulla cosiddetta “sensibilità femminile” che io trovo un concetto retrogrado e molto poco femminista: non esiste differenza tra uomo e donna, quando si tratta di amore sbagliamo tutti, rischiamo tutti di essere vittime o carnefici, dominanti o dominati, sensibili, distaccati, egoisti, ciechi, usurpatori di un corpo che ci viene dato in prestito con fiducia.

«Conosco il calco dei tuoi zigomi. Conosco l’arma della tua mascella. Ho tenuto la tua testa fra le mani ma non ho mai tenuto te. Non te nei tuoi spazi, nel tuo spirito, elettroni di vita.»

C’è un intero universo in questo libro così piccolo, c’è la ricerca dei motivi alla base del funzionamento delle nostre emozioni, una ricerca spasmodica nella quale qualcuno si affanna in preda all’ansia di non conoscersi mai e qualcun altro lascia correre finendo con il sacrificare il proprio piacere e quello altrui. C’è l’amore viscerale, un’attenzione anatomica ed a volte chirurgica nei confronti del corpo dell’altro, la voglia di sezionarlo, perché è un corpo come il tuo ma che inspiegabilmente suscita sensazioni sempre nuove, la scoperta di una particolare espressione del viso, un’imperfezione nascosta, il sapore di una pelle nella sua purezza inviolata da artifici chimici. C’è anche il tradimento, non quello amoroso ma quello del nostro stesso corpo, la malattia che ci debilita, la lotta tra forza fisica e mentale, le medicine che ne modificano il funzionamento. E poi c’è il dolore della lontananza, la dipendenza fisica dell’altro: come gemelli ci sono dei corpi fatti per funzionare in simbiosi, è possibile sentire ogni centimetro di epidermide prudere e tirare alla ricerca del corpo complementare, bruciare e fare male, influenzare la testa e lo spirito, fino a sentire la volontà di fuggire dal proprio stesso involucro materiale.

Non ci sono limiti alla meraviglia del corpo umano, è ciò che ci sostiene e ci tiene su questa terra, è fatto di tessuti, di adipe, di filamenti, di cellule e organi e tendini e ossa, eppure resta un meccanismo ignoto ed affascinante del quale non sapremo mai abbastanza. E poi: cos’è l’amore? Quanto è connesso con le nostre terminazioni nervose e tutte le nostre parti mortali? Ma queste sono troppe domande, troppe tutte insieme, e la mente umana non le può sopportare.

«Scritto sul corpo c’è un codice segreto, visibile solo in certe condizioni di luce; quello che si è accumulato nel corso della vita si ritrova lì. In certe parti il palinsesto è inciso con forza tale che le lettere si possono sentire al tatto, come fosse stato scritto in braille. Preferisco tenere il mio corpo ripiegato, al riparo da occhi indiscreti. Mai aprirsi troppo, svelare tutta la storia. Non sapevo che Louise avesse mani capaci di leggere. Mi aveva tradotto nel suo libro personale.»

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