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Anniversario Manifesto

Esattamente un anno fa questo blog veniva creato, ed era online la mia prima recensione. Per me è più che un traguardo, e con questo post voglio condividere con tutti voi la mia felicità e la soddisfazione nell’avere delle persone che mi seguono, mi leggono e mi supportano, ma soprattutto perché oggi festeggio il primo anno in cui non mollo, in cui porto avanti un progetto in cui credo senza farmi prendere nè da ansie nè dallo sconforto di non farcela, o di non essere abbastanza preparata e capace. Questo spazio è nato dal bisogno e dalla necessità di esprimere le mie opinioni per iscritto, di mettermi alla prova, di chiarirmi le idee, di consigliare sempre e sempre meglio, perché le mie scoperte e conquiste personali non siano mai mie ma soprattutto condivise con qualcuno che poi, a sua volta, esprimerà consigli, proposte, eccetera. Quando una cosa è solo tua e la conservi gelosamente il traguardo resta sempre dimezzato, limitato alla potenzialità dei concetti che potresti cogliere ma che non necessariamente sarai in grado di cogliere, perché forse non ne hai gli strumenti necessari: strumenti che altri potrebbero fornirti con piacere. E sempre parlando di esigenze, io sento il bisogno di farmi arricchire dagli altri, come se ognuno ponesse il suo tassello nel puzzle dei miei interessi, fino a permettermi di maturare un mio gusto personale e unico, ma molteplice. Sono prima di tutto una persona alla ricerca della sua strada, e non mi è mai piaciuto pensare di trovarla stando sui libri, preferisco piuttosto nei libri, immersa in ciò che leggo come fosse assoluta verità, come fosse la chiave per affrontare il reale. L’intelligenza di una persona non è negli esami sostenuti o nella quantità dei libri letti e nemmeno nella qualità, quanto nel saper cogliere da essi i giusti insegnamenti, nel farseli calzare addosso come fossero sempre stati propri e nel non dimenticarli. E poi, non meno importante, nell’interrogarsi continuamente, nell’essere curiosi, nel mettersi in gioco ed in discussione, nell’osservare gli altri come fossero sempre un modello tramite cui migliorarsi. Posso considerare questo il mio Manifesto, la mia tendenza (perché tutta la vita è tesa a qualcosa, anche se non sappiamo sempre precisamente a cosa).
Vorrei che ci fossero nel mio futuro almeno altri cento anni di progetti portati avanti e mai a termine, che non smettano mai di esaurire le loro risorse e che si rinnovino di continuo, che mi portino altrove, che mi portino conoscenze ed esperienze, fatiche e felicità, che mi portino completezza.

Per concludere, il primo libro che ho recensito esattamente un anno fa in preda all’emozione ed all’esaltazione che ne sono conseguite è stato Nelle terre estreme, e così per chiudere il cerchio non c’è niente di più appropriato e consono al discorso se non citare una delle frasi più belle di Chris McCandless:

C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in costante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso… Non dobbiamo che trovare il coraggio di rivoltarci contro lo stile di vita abituale e buttarci in un’esistenza non convenzionale.

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