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Classici sotto l’albero

Natale sta arrivando, i giorni si susseguono con una velocità inaudita, ieri era settembre e oggi PUF! è la vigilia di Natale e ancora non abbiamo fatto i regali. Ebbene sì, uso il plurale, per sentirmi meno sola. Ho pensato quindi a quelli come me che cercano sempre di regalare più che un oggetto un concetto, e che quasi sempre questo concetto lo racchiudono in un bel libro.

E quindi a dispetto di chi non la pensa come me mi sperticherò in un’ode al libro come regalo supremo di Natale, compleanni, anniversari e ricorrenze varie ed eventuali: quando si regala un libro, specie se un libro che si è amato, si regala automaticamente una parte di sé impossibile da raggiungere altrimenti. Un libro è uno strumento che già da sé provoca forti emozioni, se è quello giusto, ma un libro regalato dalla persona che amiamo ne provoca il doppio perché ci permette di ricercare costantemente l’altro tra le pagine ed anche noi stessi, nell’idea che l’altro ha di noi. Per non cadere nei soliti titoli e nei soliti autori vorrei consigliarvi qualche testo da regalare ai vostri amici, parenti, conoscenti, amati: regalate libri, sempre, regalate emozioni, quelle che fanno bene al cuore e alle relazioni.

  1. L’Agnese va a morire di Renata Viganò– un romanzo storico

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Ho letto questo libro in un’estate di diversi anni fa, e pur non essendo io appassionata del genere sono stata subito conquistata dalla storia e dai suoi protagonisti e, in un certo senso, dal passato della nostra Italia, per quanto amaro esso sia. Pubblicato nel 1949, anni ancora vibranti di lotte e malcontenti e di gente stremata da tutto e da tutti, da una donna che in prima persona ha preso parte con il marito alla Resistenza, narra le vicende di Agnese, un’anziana e semplice donna, povera di cultura ma ricca di buoni sentimenti, che si ritrova da un giorno all’altro vedova per colpa della guerra. Siamo nel 1944 e Agnese, che di mestiere faceva la lavandaia, si ritrova privata di ciò che aveva di più importante, dell’unica cosa a cui ci si poteva aggrappare in tempi ostili, ovvero gli affetti. Tutto ciò che può fare per vendicare il marito è allearsi con i partigiani: dietro una donna grassa, umile e semplice, si sviluppa il carattere della donna forte e prepotente che è sempre stata governando il suo piccolo universo familiare, ed inizia a fare la staffetta per chi lotta per la libertà. Agnese ama profondamente così come odia profondamente; alle emozioni, nei periodi bui, non si fanno sconti. Emozionante e profondo, un libro che è uno schiaffo all’anima e alla coscienza. Di questo libro esiste anche un film del 1976 diretto da Giuliano Montaldo di cui potete trovare uno spezzone qui.

2. Venere in pelliccia di Leopold von Sacher-Masoch- un classico psicologico

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Finito nelle mie mani per una completa casualità, raccattato in un mercatino dell’usato al posto di un set di tazzine da the. L’ho divorato in pochi giorni. Nonostante il linguaggio chiaramente legato all’epoca in cui il romanzo è nato, nel 1870, resta in ogni caso attualissimo ed intrigante. Sacher-Masoch sfrutta le proprie esperienze personali per mettere in piedi una storia che oscilla perennemente tra l’affascinante ed il disturbante: il protagonista, Severin, si ritrova dopo un sogno particolarmente burrascoso a parlare con un suo amico che gli consegna un manoscritto che lo sconvolgerà. L’amico è rimasto infatti coinvolto in una violenta relazione di dipendenza con una donna, Wanda, che lui considera sua musa e padrona, e che lo porterà a toccare i punti più bassi a cui un essere umano può mai arrivare. L’esperienza dell’amico di Severin è in effetti la stessa che ha avuto l’autore del libro con una scrittrice, Fanny Pistor, e le stesse nefandezze raccontate sono state poi nel corso del tempo più volte analizzate da psicologi e psichiatri, tanto che il nome di Sacher- Masoch (unitamente a quello del marchese de Sade, autore di svariati romanzi a sfondo erotico) ha composto il termine sadomasochismo nell’accezione che noi tutti conosciamo. Nel 2013 è uscita una trasposizione cinematografica diretta da Roman Polanski che io ho particolarmente apprezzato per lo stile estremamente curato ed allo stesso tempo coinvolgente e fastidioso (caratteristiche che come si può intuire sono proprie anche del libro). Qui il trailer.

3. Diatriba d’amore contro un uomo seduto di Gabriel Garcìa Màrquez- un testo teatrale

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Per gli amanti del teatro, o di Marquez, o semplicemente per chi vuole sperimentare qualcosa di nuovo propongo un testo che racchiude in sé una carica emotiva non indifferente e che lascia straziati ed avvinti in una storia che ci tocca nel profondo. Immaginiamo una scena scarna, appena una poltrona sul palco, occupata da un uomo che non vediamo; ma ciò che più riempie l’atmosfera sono le parole di una donna, Graciela, la moglie dell’uomo, che alla soglia dei venticinque anni di matrimonio riversa come un fiume in piena su di lui e su di noi le ansie e le frustrazioni di una vita intera, di una vita passata ad amare follemente un uomo mediocre, un uomo che la considera quasi come parte della tappezzeria della casa e che ora si ritrova lui stesso ad essere tappezzeria, a fare da contorno allo sfogo di questa donna, ad esserne oggetto ma allo stesso tempo semplice complemento. E dopo anni e anni di mutismo e sottomissione borghese la donna si libera dalle catene dell’ipocrisia ed esplode in un’invettiva in cui si riscopre, tuttavia, ancora succube a causa dell’amore: è questo amore che porta chiunque ad una vita di compromessi, di rinunce, di tacita accettazione del dolore, questo amore che troppo spesso all’interno di una coppia è espresso da solo una delle due parti, incapace di reagire, incapace di cercare altro, di cercare il meglio. In appena una settantina di pagine la rabbia e la frustrazione di Graciela diventa la nostra, e come se la vedessimo presenza davanti ai nostri occhi facciamo il tifo per lei e per la sua vita ancora tutta da vivere. Purtroppo l’unico, ma riuscitissimo testo teatrale del grande maestro della letteratura sudamericana.

4. Il tempo di Woodstock di Ernesto Assante e Gino Castaldo- una cronaca musicale

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Per tutti gli appassionati di musica, per gli hippie, i rockettari, o semplicemente chi è affascinato dagli anni Sessanta e Settanta come la sottoscritta questo libro magistralmente scritto è un must have. Ernesto Assante e Gino Castaldo, entrambi giornalisti e critici musicali nonché speaker radiofonici per Radio Capital hanno scritto a quattro mani questo breve ma intenso viaggio nella memoria visto da entrambe le parti chiamate in causa: quella di chi quegli anni li ha vissuti e li ricorda e quella di chi li sogna e li agogna ritenendosi un’anima fuori dal proprio tempo. La loro scrittura è semplice ed efficace, a volte di stampo giornalistico ma senza mai trascurare l’aspetto sentimentale: dopo una breve cronaca dei tempi e delle fortuite coincidenze che hanno portato quello che era nato come un semplice concerto a diventare icona di un’epoca, entriamo direttamente nel vivo del festival con la presentazione dei numerosissimi musicisti che si avvicendano sul palco e possiamo quasi sentire l’atmosfera di euforia e smarrimento dei partecipanti che si ritrovano consacrati alla storia senza saperlo. Ma cosa resta, poi, di Woodstock? Tutto direi: credo che nessun adolescente dagli anni Settanta in poi non abbia mai fantasticato sulla vita hippie, priva di regole ed imposizioni, votata alla continua sperimentazione, condita dalla musica migliore di sempre. Come compendio, se vogliamo, a questo testo io consiglio anche una cronaca dei fatti raccontata da molto più vicino, e precisamente dal proprietario del terreno che ha ospitato lo storico festival: Taking Woodstock- L’avventura eroicomica del ragazzo che salvò il Festival, di Elliot Tiber e Tom Monte, da cui è stato anche tratto il film di Ang Lee del 2009 Motel Woodstock.

Nella speranza di essere stata utile concludo qui questo articolo e tra una settimana prossima vi rimando alla seconda e ultima parte per gli acquisti dell’ultimo minuto.

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