Recensione

Il tuttomio di Andrea Camilleri

Il tuttomio è un romanzo di Andrea Camilleri edito da Mondadori per la prima volta nel 2013. Si inserisce in una serie di scritti anomali nell’immensa produzione letteraria del  Maestro (Camilleri per me è una specie di dio, e per quanto riesco in ogni frangente ad essere obiettiva posta davanti agli scritti dei miei beniamini, non chiedetemi di mettere in dubbio la sua bravura nello scrivere.) Ho letto numerose recensioni negative e scettiche a proposito di questo libro, ma la verità è una ed una sola: Camilleri riesce a spiazzarci sempre, quando ormai ci siamo abituati al suo stile fresco, sempre attuale, ai suoi caustici commenti, al suo modo così tenero e paterno di vedere la vita, le situazioni, di vedere la profondità delle cose, lui fa una virata brusca e ci mette davanti a romanzi come questo, crudi, cattivi, oscuri, quasi ripugnanti. E a maggior ragione per queste motivazioni, profondamente veri. Di questo tipo di scritti fanno parte anche altri romanzi antecedenti come Un sabato, con gli amici e Il tailleur grigio, rispettivamente del 2009 e del 2008, che allo stesso modo mi hanno spiazzata. Inoltre ne Il tuttomio ci viene presentata un’altra delle donne camilleriane, pericolose, affascinanti, ipnotiche, ed anche in questo caso come in casi precedenti, con un nome importante.

tuttomio

Il romanzo narra di Arianna e Giulio, coppia affiatata nonostante le diversità, lei povera avvenente ragazza sulla trentina, con comportamenti che rasentano spesso il bambinesco, lui sessantino uomo d’affari, abitudinario abbiente e solitario. Tuttavia, si sono trovati e si amano, si condizionano a vicenda, vivono la loro vita in maniera apparentemente tranquilla, un giorno dopo l’altro con una ben consolidata routine. Ma non tutto è oro ciò che luccica. Infatti nonostante l’affiatamento i due non hanno mai potuto consumare il loro matrimonio, e perciò ricorrono ad un sistema ideato da Giulio che permette ad Arianna di andare a letto una volta a settimana con un giovane a sua scelta, in presenza del marito ed in cambio di denaro, ma mai per più di due volte con lo stesso ragazzo. Può sembrare scandaloso ma, come ho detto, per loro è routine, non si tratta di tradimento perché non c’è nulla di sentimentale quanto si tratta solo di appagamento fisico. Ma cosa può succedere quando questo equilibrio precario si rompe?

Il romanzo è veicolato in maniera esplicita fin dalle prime pagine nella direzione di Arianna: nella prima scena che ci viene presentata lei si sveglia la mattina e comincia a salutare ogni parte del proprio corpo, proprio come farebbe una bambina, e ciò subito rende dubbiosi: è una donna con qualche assurdo vezzo, o è una bambina intrappolata in un corpo adulto? Con l’incedere degli eventi i dubbi si moltiplicano. La figura di Arianna provoca sentimenti di sdegno, ammirazione, ripugnanza, pietà e compassione tutti nel giro di pochissime righe. Arianna è allo stesso tempo bambina impaurita ed abile calcolatrice, è giovane innamorata e donna disillusa, è piccola e vecchia, è dominata e dominatrice in un circuito fluido di sensazioni ed umori che si mescolano senza sosta, è un vero e proprio labirinto e proprio come la sua omonima mitologica è eroina coraggiosa ed allo stesso tempo vittima. E proprio come un labirinto, cela segreti e pericoli ad ogni angolo. Si sa che Camilleri le donne le conosce bene (vi consiglio, a tal proposito, la raccolta di racconti, o meglio, di ritratti, Donne) e questo è l’ennesima fotografia da aggiungere alla collezione di femmes fatales che consegna noi: con una tecnica impeccabile tesse la trama infarcita di flashback che si collocano alla perfezione nella storia, evocati da un odore, da una sensazione o da un gesto. Grazie a questi escamotage abbiamo un’idea della travagliata vita di Arianna prima che Giulio la trovasse, e la salvasse, delle motivazioni dei suoi gesti, di ciò che ha formato la sua intricata e malata psiche.

Come se tutto ciò non bastasse, questo romanzo è ispirato a fatti realmente accaduti: il delitto Casati-Stampa, avvenuto a Roma il 30 agosto del 1970, che ha smascherato la natura perversa di una famiglia dell’alta società.

Prima di chiudere, sperando di avervi ispirato una qualche curiosità, vi dico che sono venuta in possesso di questo testo grazie ad un sito con uno scopo nobile ed un intento aggregativo che vi consiglio: il sito si chiama Acciobooks, e serve a vendere e scambiare libri in tutta Italia e con chiunque a un prezzo minimo e un risultato massimo, ovvero dar nuova vita ai vostri libri, ottenerne di nuovi senza spendere un soldo, e condividere con qualcun altro le emozioni che la lettura provoca perché è anche a questo che servono i libri, creano dei legami e aprono a ciascuno di noi le porte della mente propria ed altrui.

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