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D’amore si muore ma io no di Guido Catalano

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Un libro fresco come la primavera.

Devo ammetterlo. Agognavo a questo libro come Winnie The Pooh il suo vasetto di miele. Lo aspettavo da mesi e finalmente qualche giorno fa è entrato in mio possesso.

Per chi non conoscesse Guido Catalano, egli si definisce un poeta professionista vivente, foltamente barbamunito, con una erre moscia adorabile, tiene reading in tutta Italia in solitaria o con accompagnamento musicale, offrendo al pubblico la sua ironia dolce-amara. Gli piace andare a capo a cazzo, come dice lui stesso, ma in questo caso fa un’eccezione perchè quello di cui sto per parlarvi è il suo primo romanzo.

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Guido Catalano in uno dei suoi reading. 

Propostogli dalla Rizzoli o, come viene da lui più volte nominata, la GCE (Grande Casa Editrice) questo scritto non delude le aspettative: di fatto restano intatti il suo straordinario senso del ridicolo, le sue rocambolesche perifrasi, il suo stile diretto, gli spassosi aneddoti della vita quotidiana. Presentandosi da subito come un metaromanzo, ci apre le porte della incasinata vita di Giacomo, aspirante poeta professionista, dal suo rapporto con la solitudine all’inadeguatezza alla vita sociale, dai ricordi d’infanzia al rapporto quanto meno difficoltoso (ma sempre divertente) con il sesso opposto.

Chi lo segue assiduamente come la sottoscritta ritroverà qui e là varie citazioni autoreferenziali, come nella meravigliosa pagina dedicata alle ex fidanzate, o a proposito della poesia amorosa (sua specialità).

I capitoli brevi rendono la lettura piacevole e particolarmente scorrevole, a cui contribuisce la storia d’amore con la bellissima aracnologa Agata che, dalla mente del protagonista, si trasferisce nella sua vita reale e che fa da pilastro alle sue riflessioni.

Credo che la sua prosa nonchè la sua poesia tocchino i tasti giusti dell’anima di ognuno: proviamo empatia per quest’ometto impacciato che si ritrova a vivere cose che prima o poi abbiamo sperimentato tutti, e tutti con lo stesso disagio, esperienze come il primo bacio, il primo litigio, la prima rottura di un rapporto importante, o la prima volta. Guido Catalano è un uomo che fa dei suoi difetti, grazie ad una abbondante dose di autoironia (dote che ultimamente non va un granchè di moda) dei punti di forza che lo rendono allo stesso tempo comico ed irresistibile. E’ la rappresentazione a noi più vicina del sentimento del contrario pirandelliano, la maschera dietro cui si nasconde l’uomo perennemente insicuro e titubante di oggi.

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Il libro degli incantesimi in inglese è lo “Spell Book”, cioè il libro delle parole. Penso alle poesie come degli incantesimi che hanno un effetto sulle persone che le ascoltano. Proprio come una magia. Possono incupirti, innamorarti, spaventarti, rallegrarti, commuoverti, possono insomma emozionarti. Se non è magia questa, cosa è la magia, signori della Corte?

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