Senza categoria

Nelle terre estreme: un libro, un film

<<Da giovane è facile credere che ciò che desideri sia ciò che ti meriti, è facile convincersi che se davvero vuoi qualcosa, è tuo sacrosanto diritto ottenerla.>>

nelle terre

Mi sono imbattuta nel libro di Jon Krakauer quasi per sbaglio, in occasione di un evento di bookcrossing non molto fornito. Avevo con me diversi libri, di quelli insulsi che ti vengono regalati da zie che credono tu abbia ancora tredici anni o giù di lì, e che passano la loro triste vita a prendere polvere in libreria, una promozione dopo l’altra. Ci siamo capiti. Non avendo un soldo bucato ma in compenso una grave Astinenza da Libri Nuovi, ho pensato fosse un’ottima occasione. Ovviamente già conoscevo questa storia, ma ancora non mi ero fatta un’idea a riguardo, né mi aveva particolarmente affascinata tanto da spenderci dei soldi. E così a ben vent’anni dalla sua prima pubblicazione, anche io mi sono immersa nell’avventura di Krakauer sulle orme di Chris McCandless.

Nel 1990 Chris era un vivace ventenne, come potrebbero esserlo in molti, fresco di laurea e con uno spirito intraprendente, un amante dei libri, in particolare quelli di Jack London e di Tolstoj, e della natura. Provato dalla burrascosa relazione con il padre e dalla situazione familiare, apparentemente ricca ed amorevole, disgustato dalle ipocrisie dell’ upper class e dalla vita monotona, il giovane parte per un viaggio che nel suo immaginario dovrebbe purificarlo, permettendogli di immergersi e perdersi nella natura, nell’estremo, nel selvaggio. Da quel momento in poi diviene Alex Supertramp, “un viaggiatore esteta la cui dimora è la strada”, gira l’America dapprima in auto, poi a piedi, munito solamente di uno zaino con lo stretto indispensabile, un taccuino, una macchina fotografica, del riso, libri. Niente soldi. Ed è durante queste peregrinazioni che gli viene in mente di intraprendere l’Avventura, l’esperienza totalizzante, il viaggio finale. Già perché poi finale lo sarà davvero. Chris McCandless morirà in Alaska nell’agosto del 1992, fortemente provato dalla fame, solo ed infreddolito. Quando Krakauer scrisse per la prima volta di lui in un articolo sulla rivista Outside, ricevette moltissime lettere da parte di gente che descriveva il ragazzo come un hippie incosciente, che era partito per quelle terre ostili armato solo di un fucile, e di pochissime provviste. E questo è assolutamente vero. Ma paradossalmente questa triste vicenda ci ha permesso di conoscere un ragazzo unico che ha fatto del suo amore per la natura la sua vita e la sua religione, vivendo per ben 113 giorni immerso nella pura essenza del primitivo.

into.jpg

Il famoso magic bus sullo Stampede Trail, Alaska, dove Chris ha trovato rifugio

christopher22

L’ultimo messaggio, ritrovato nel magic bus

Con la sua prosa scorrevole e intrigante Krakauer ci racconta la vicenda del temerario Supertramp e ne narra a ritroso la breve ed intensa esistenza, con interessanti intermezzi e parallelismi a casi simili. Ha inoltre intervistato i numerosi personaggi che avevano conosciuto ed amato Chris durante i suoi pellegrinaggi, e tramite queste testimonianze cerca di farci entrare nella mente del ragazzo, una mente insondabile quanto semplice, nella quale il ragazzo si rinchiudeva non appena ne avesse l’opportunità. Tutti i racconti proposti ci mostrano un giovane affabile, pieno di energie, risoluto, determinato a perseguire i principi in cui credeva, un’ottima compagnia ed una rara intelligenza. Difficilmente mostrava delle contraddizioni tra ciò che predicava e ciò che poi faceva, come farebbe la maggior parte delle persone, visto soprattutto l’estremismo delle sue idee, tuttavia in un caso lo fece, ed è uno degli insegnamenti più grandi che ci ha lasciato. Infatti una delle sue ultime annotazioni, diventata poi la più famosa, è :

“Felicità è vera solo se condivisa”.

happiness

Per quanto egli cercasse di essere un eremita, amava la gente e amava la vita, profondamente, ed il suo viaggio può essere fonte allo stesso tempo di ammonimento e di ispirazione per tutti coloro che, come me, hanno paura dell’ignoto e continuano a rifugiarsi in loro stessi o magari nelle pagine di un libro, senza effettivamente mettere in pratica la propria vita così come la vorrebbero.

Dal libro di Krakauer Sean Penn ha tratto la sceneggiatura per il film omonimo del 2007 che, suddiviso in capitoli, ci accompagna per mano nel percorso di Chris attraverso la sua rinascita spirituale (il primo capitolo si intitola per l’appunto My own reborn) e la sua formazione di uomo libero. Un film crudo, alienante, difficile da affrontare dopo la lettura, ma che comunque regge dignitosamente il confronto con le cronache dello scrittore.

into-the-wild

Chris McCandless interpretato da Emile Hirsch.

<<Per non essere mai più avvelenato dalla civiltà, egli fugge, e solo cammina per smarrirsi nelle terre estreme.>>

 

Annunci

One thought on “Nelle terre estreme: un libro, un film

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...